In ambito aerospaziale la “mission patch” è, tradotta letteralmente, la “toppa di missione”, ovvero quel pezzo di stoffa ricamata con disegni e scritte colorate che si cuce sulla parte frontale e sulle maniche dei giubbotti dei piloti o delle tute degli astronauti. Il disegno è solitamente una raffigurazione pittorica dei mezzi utilizzati, contornata dal nome della missione e a volte da un aforisma che racchiude un principio ispiratore.

Per la missione LUISA ho scelto prima di tutto un nome femminile che, oltre ad essere uno dei nomi femminili più belli, è anche il nome della mia cara mamma. Ho lavorato su questo progetto per più di due anni, mettendoci una passione che mi ha portato quasi ad “innamorarmi” del trasmettitore che stavo creando, per cui ho deciso di sugellare questo aspetto creando prorpio un nome che sancisse il rapporto madre-figlio. Al centro è presente una raffigurazione del trasmettitore con i suoi pannelli solari e con il cavo che lo collega al pallone ad elio al quale è collegato e insieme al quale fluttueranno con i venti d’alta quota. In basso si staglia la terra, con l’inconfondibile sagoma a stivale del sud Italia e con un piccolo puntino luminoso che indica il punto di lancio: il piccolo paese di Monteiasi. Accanto al trasmettitore, un uccello di passaggio è sbalordito dal vedere un trasmettitore così piccolo… Con questo ho voluto sancire il fatto che si tratta del tramettitore radio più piccolo e leggero mai lanciato in Italia prima d’ora! E infine l’aforisma “CRESCIT AUDACIA EXPERIMENTO”, preso in prestito per l’occasione da Plinio il Giovane,

“Accedunt et adludunt et appellant, tangunt etiam, pertrectantque praebentem. Crescit audacia experimento. Maxime puer, qui primus expertus est, adnatat nanti, insilit tergo, fertur referturque, agnosci se, amari putat, amat ipse; neuter timet, neuter timetur. Huius fiducia, mansuetudo illius augetur.”.

“Si avvicinano al delfino, giocano con lui, lo chiamano, arrivano persino a toccarlo, ad accarezzarlo, mentre lui li lascia fare. Cresce l’audacia con l’esperienza. Soprattutto quel ragazzo, che per primo aveva provato, nuota accanto al delfino, gli monta sul dorso, va e viene, crede di esser riconosciuto dall’animale, di essere amato e di amarlo; nessuno dei due ha paura, nessuno è temuto; cresce la fiducia dell’uno col crescere della docilità dell’altro.” (da “Il delfino d’Ippona”, Plinio il Giovane, Epistularum Libri Decem, IX, 33, 2-5)

“Accedunt et adludunt et appellant, tangunt etiam, pertrectantque praebentem. Crescit audacia experimento. Maxime puer, qui primus expertus est, adnatat nanti, insilit tergo, fertur referturque, agnosci se, amari putat, amat ipse; neuter timet, neuter timetur. Huius fiducia, mansuetudo illius augetur.”

They approach the dolphin, play with him, call him, even touch him, caress him, while he lets them do it. Boldness grows by the experience. Above all, that boy, who first tried it, swims beside the dolphin, mounts on its back, goes and comes back, he believes to be recognized by the animal, to be loved by him and to love him; neither is afraid, no one is feared; the trust of one grows with the growth of the other’s docility.” (from “Il delfino d’Ippona”, Plinio il Giovane, Epistularum Libri Decem, IX, 33, 2-5)